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27 gennaio 2020, Frine Scaglione "La natura e i suoi colori"

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Più sotto le diapositive proiettate nell'occasione. E' consigliato l'avanzamento manuale, meglio ancora se a schermo pieno.
 
Dal bollettino della serata, a firma Roberto Saini :
In Interclub con il Rotary Torino Cavour Frine Scaglione, figlia del nostro Socio Claudio, Veterinaria Associata presso il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Torino, ci ha introdotto nel mondo animale attraverso un percorso centrato sui colori, tema conduttore del nostro anno rotariano scelto dal Presidente Carmagnola.
La piacevole relazione, accompagnata da illustrazioni fotografiche, è iniziata con il richiamo al mimetismo criptico che caratterizza molte specie animali al fine di confondersi con i colori e con le caratteristiche  morfologiche della natura e di sfuggire, in tal modo alla predazione: le immagini di diverse specie che “scompaiono” confondendosi con la natura circostante hanno dimostrato l’efficacia del mimetismo al fine di sottrarsi agli eventuali predatori sia con il cambiamento del colore, sia con l’adattamento fisico alle condizioni ambientali presenti. Tra farfalle che non riusciamo a distinguere dal contesto ambientale ad altre specie di insetti, di rettili o anfibi che diventano invisibili al nostro occhio e a quello dei loro nemici naturali, agli uccelli, come i predatori notturni, ai grandi mammiferi, come la giraffa, che si cela in mezzo alla vegetazione, Frine ci ha portato a individuare, anche tra i predatori, l’arte del nascondersi per celarsi agli occhi delle loro prede, come il leone tra la vegetazione bassa delle savane. Un certo mormorio calcistico, in particolare juventino, ha accompagnato l’immagine relativa al mimetismo di gruppo, in cui una massa di zebre a stretto contatto confonde le idee al predatore in quanto non riesce a distinguere il singolo capo da predare.
Esistono poi forme di mimetismo con origine differente come nel caso del mimetismo genetico per il quale ci è stato portato l’esempio noto in letteratura della
Bison betularia, una piccola farfallina bianca presente sulla corteccia delle betulle che, nel diciottesimo secolo, a seguito dell’inquinamento da combustione del
carbone prodotto da industrie del Regno Unito con deposito di particelle nere di carbone combusto sul tronco delle betulle cambiandone il colore da bianco a
grigio/nero, si è adattata al mutamento ambientale attraverso il cambiamento genetico in poche generazioni del suo colore diventando nera.
Altro tipo di mimetismo è quello fanerico e cioè quello relativo a specie che imitano i colori di specie simili o di altre specie per trarre in inganno i loro predatori, ma anche per trarne un vantaggio nella loro azione di ricerca del cibo.
Prima di introdurci ad altri temi relativi ai colori delle specie animali, Frine ha posto alcune domande tranello, tra le quali di quale colore sono i peli dell’orso bianco e se l’uomo può diventare verde: alla prima domanda, spiazzando l’uditorio, è stata data l’inattesa risposta che il pelo dell’orso bianco è il realtà trasparente e che il colore che noi vediamo è frutto di un riflesso cromatico; alla seconda domanda la risposta è stata negativa in quanto il colore della pelle è determinato dalla presenza di melanina e che lo spettro dei colori della melanina non comprende il verde (sulla questione alcuni Soci hanno rilevato che evidentemente Hulk non fa parte della specie umana).
Tornando al tema principale ci è sta mostrata l’immagine del plancton che “si illumina” sulla superficie del mare assumendo una fluorescenza evidente.
Si è poi parlato del dimorfismo sessuale, per il quale in molte specie il maschio assume colorazione ed aspetto migliore rispetto alla femmina (vedasi come esempi il caso del merlo, piuttosto che del germano reale o del pavone) finalizzato al richiamo sessuale, e del cambiamento di colore determinato dalle emozioni, come il rossore sul volte della specie umana, per il quale ci è stato mostrato un significativo video di un polpo dormiente che cambiava colore in relazione alle emozioni provate durante il sonno, dimostrandoci così che anche gli animali sognano.
Frine ha poi mostrato alcune immagini di animali che si truccano con ciò introducendo il tema relativo all’uomo che copia spesso tali atteggiamenti e comportamenti dalla natura: pensiamo al mimetismo militare piuttosto che al trucco delle signore (e non solo!).
Per concludere Frine ci ha mostrato una serie di vetrini istologici, ricchissimi di colore e sfumature, oggetti fondamentali per lo studio delle patologie e per la classificazione dei tessuti.